Alberto Triola

Stage director


Biography

È direttore artistico del Festival della Valle d’Itria dal 2010. È stato direttore operativo del Maggio Musicale Fiorentino e presidente del Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli. 

Stabilmente impegnato in campo teatrale e musicale da oltre un ventennio, dal 2002 si distingue per felici esperienze al vertice di importanti teatri e festival italiani, quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Festival Monteverdi e il Teatro Ponchielli di Cremona, il Carlo Felice di Genova, il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, con stagioni di riconosciuti successi e programmazioni artistiche di apprezzata vivacità culturale, che segnano spesso la consacrazione di nuovi talenti vocali, registici e direttoriali. 

Milanese, una laurea in ingegneria e un articolato percorso formativo in ambito musicale e teatrale, dopo aver maturato il proprio profilo professionale in quattordici stagioni al Teatro alla Scala, si è reso noto per la trasversalità della sua esperienza teatrale, sia in campo gestionale che artistico. Impegnato nella ricerca di nuovi talenti della lirica, prima con la Scuola dell'Opera Italiana di Bologna e poi con l'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti" di Martina Franca, ha debuttato nella regia d'opera nel 2008 al Wexford Opera Festival, con un Signor Bruschino di grande successo.

In questi ultimi anni, pur nei limiti di tempo riservati alla professione di regista, si è distinto soprattutto in Germania e Austria, fimando spettacoli (Carmen e Macbeth al teatro di Lubecca, La clemenza di Tito alla Kammeroper del Theater an der Wien) che hanno raccolto un vivissimo successo di pubblico e lusinghieri apprezzamenti della critica. Il suo ultimo impegno artistico è stato a Belgrado, in Don Giovanni, una coproduzione del Teatro Nazionale con il Teatro Madlenianum, spettacolo che è andato in tournée in Romania.

In giugno 2018 debutta con grande successo di pubblico e critica in Italia con L'inganno felice di Rossini al Teatro Olimpico di Vicenza. 

La critica europea ha riconosciuto nei suoi spettacoli il valore di un linguaggio fortemente personale, di immediata riconoscibilità, in grado di coniugare un lucido e originale approccio drammaturgico, tipico del teatro contemporaneo, con le logiche della drammaturgia musicale, attento alle esigenze della coerenza narrativa e sempre di immediata fruibilità. Il suo vocabolario drammatico ama scandagliare le profondità simboliche del testo e della psicologia dei personaggi, rivelandosi particolarmente attento al lavoro sui personaggi. Ne risultano spettacoli ispirati al linguaggio visuale contemporaneo, caratterizzati da una rigorosa cura del dettaglio e dell'armonia d'insieme, tipica dell'estetica di stampo mediterraneo.

E' autore di diverse pubblicazioni, l'ultima delle quali è stata dedicata al profilo di un protagonista del mondo operistico del Novecento: "Giulio Gatti Casazza, una vita per l'Opera" edita da Zecchini. 

BIZET: Carmen

MOZART: La celemneza di Tito - Don Giovanni

ROSSINI: Il signor Bruschino - L'inganno felice

VERDI: Macbeth